lunedì 10 gennaio 2011

Tra astrattismo e polaroid


Grant Hamilton. Le sue Polaroid sono un mix praticamente ideale di fotografia, ricerca vintage e linee che rimandano agli equilibri del graphic design. Ora con le “Super Awesome Plexiroids”ci si puuò anch arredare la casa.

Il procediamento con cui fa le sue creazioni è il seguente: fa una scansione ad alta risoluzione di una foto Polaroid 600, la stampa su supporto di poliestere “Fuji Crystal Archive” la incapsula nel plexiglas. E’ in scala 1:1, firmata dall’artista e spessa a sufficienza per poter essere esposta sul muro, appesa, appoggiata al pavimento ad una mensola o quello che più ci piace.

Grant Hamilton's POLAROID

giovedì 9 dicembre 2010

Un gioco di rimandi


Oggi propongo un interessante esperimento/esercizio mi è stato proposto a mia volta.
Esistono nell'arte dei giochi di citazioni, dove un artista ne omaggia un altro, citandolo, a volte neanche molto consapevolente.
Faccio un esempio:
partiamo da una fotografia in cui mi sono imbattuta,un paio di mesi fa dal titolo Hungry for your touch di Saudek


essa presenta delle somiglianze con il celeberrimo particolare della Creazione di Adamo di Michelangelo, ormai usato per qualsiasi contesto, dalla pubblicità alla parodia.

lunedì 11 ottobre 2010

Stop motion

Her Morning elegance


La tecnica dello stop motion per il videoclip

Sempre più artisti utilizzano la tecnica della fotografia che diventa video, questa tecnica viene impiegata molto per la creazione di videoclip di canzoni musicali, come nel caso di Her moring elegance, dove la muscia si incontra con la forografia dando vita ad un prodotto multimediale simile al video che video invece non è.
Infatti la tecnica dello stop motion prevede la realizzazione di fotogrammi successivi che montati in sequenza soltanto acquistano movimento.

Per capire meglio: Stop Motion

martedì 14 settembre 2010

Foto-ecologia


Ecologia raccontata dalle immagini di utenti fotografi o sempici appassionati.
La fotografia amatoriale e professionele si mettono in rete per affrontare un tema, quello dell'ecologia per l'appunto.
La fotografia quindi si propone come non più come mezzo espressivo artistico in senso stretto ma come canale di riflessione che si apre alla dimensione sociale e politica.
Una specie di opera globale che omaggia la net art, ma che in relatà altro non vuol essere che un modo per raccogliere idee sfruttando i canali dei new media...dai quali siamo sedotti, assuefatti ma anche abituati e quindi in grado di padroneggiare con una certa abilità e criticità:primo su questi la fotografia!


ecosynthesis-vai alla pagina del progetto

martedì 24 agosto 2010

Fotografia e lettering




Il lettering, cioè la parola stampata nel paesaggio urbano sono parte del nostro paesaggio, il lettering è tutto intorno a noi, dalle insegne luminose ai manifesti affissi e condiziona la nostra vista più di quanto pensiamo. La grafica viene inglobata, registrata dalla fotografia che riporta fedelemte le forme del font, i colori, le gradezze...

martedì 27 aprile 2010

Fotografia aerea

La Fotografia Aerea
Gli sviluppi e le applicazioni delle fotografia dall’alto
La fotografia aerea è uno strumento nato in Francia a metà del XIX secolo e da subito è stata considerata utile per il rilevamento delle caratteristiche del terreno difficilmente percepibili dal livello del suolo. Inizialmente è stata molto usata in ambito archeologico, i resti sono maggiormente visibili dall’alto, grazie ad una visione d’insieme, come è più facile capire l’organizzazione delle costruzioni dei nostri antenati.
Con lo sviluppo della tecnologia aerea, e fotografica, lo foto dall’alto sono state commissionate ed utilizzate anche per studi geologi ed urbanistici.
Oggi alcune aziende si sono specializzate nella fotografia aerea per fornire ad archietti e costruttori dei modelli
con una visuale dall’alto per la progettazione o ricostruzione di edifici.
Anche il settore del turismo ha sempre più preso in considerazione le fotografie aeree, la realizzazione di depliant,
brochure e guide turistiche è diventata sempre più precisa e accattivante grazie ad alcune foto molto belle,
che catturano l’attenzione dei turusti molto più di descrizioni testuali.
Gli attuali mezzi utilizzati dalla fotografia aerea sono:
1) Aerei
2) Satelliti
3) Elicotteri
4) Aerostati
5) Palloni Aerostatici
Fra gli ultimi utilizzi della fotografia aerea abbiamo servizi come Google Maps, Google Earth e Virtual Earth di Microsoft.

Fotografia, scultura&design




In una serata della Design Week milanese, appena conclusa da poco, può capitare di essere invitati a cena da un designer, un artista e un fotografo e ritrovarsi a mangiare del “sushe” sul tavolo da loro progettato. I padroni di casa sono Sergio Nava, Paolo Troilo e Ruggero Rosfer, supportati da Fabbrica Eos, e la sede il ristorante ZeroDue di fronte alle Colonne di San Lorenzo.
Il singolare oggetto presentato è un tavolo tatami con la riproduzione in scala 1:1 di una fotografia di Rosfer, che rappresenta una modella giapponese vestita solo di sushi. Il progetto è un incrocio tra culture, viene richiamata la pratica giapponese Nyotaimori che prevede di mangiare sushi direttamente da una donna ma con un'innovazione: il tavolo, con un semplice meccanismo, si alza e diventa una cornice retroilluminata, una vera e propria opera d'arte.
La tradizione viene interpretata alla lettera: infatti il termine nyotaimori significa “presentazione del corpo femminile”, e il corpo femminile si mostra così, in tutta la sua algida bellezza. I tre artisti svelano un'altra prospettiva da cui osservare le cose, un oggetto dalla doppia funzione che può essere fruibile come tavolo ed esposto come quadro e dimostrano come un'eterea donna oggetto può diventare donna soggetto d'arte.
Qui la fotografia si mischia con la scultura e anche con il design dando vita al non visto.

lunedì 25 gennaio 2010

Irving Penn...



Oggi un post su una personalità importante del mondo della fotografia da poco scomparso: Irving Penn.
Si affermò a 26 anni come assistente di Alexander Liberman per "Vogue", rivista per la quale realizzò numerose copertine, fra cui la prima in still-life (natura morta) a colori per il numero dell'ottobre 1943. Dopo la seconda guerra mondiale, Penn lavorò ininterrottamente per la rivista realizzando ritratti, foto di moda e nature morte con cui ha definito un nuovo «visual style» e lanciato l'estetica "less is more", cioè più si sottrae da un'immagine più essa può risaltare efficace e suggestiva; è partendo da questo presupposto che per primo fa un uso consistente dello still-life nelle copertine della rivista "Vogue" usando un linguaggio inconsueto, destabilizzante ed astratto ma proprio per questo innovativo.
Penn ha scattato anche alcune delle foto-icone degli anni Sessanta, come quelle dedicate alla Beat Generation e alla «Summer Love» del 1967.
Non si può dubitare quindi che fosse attento alle tendenze dell'arte, della moda...di tutto ciò che la fotografia poteva abbracciare.

mercoledì 20 gennaio 2010

la fotografia va in piscina...



Tra pochi giorni a Venezia, presso gli spazi espositivi della Biblioteca nazionale Marciana, aprirà un'esposizione dedicata ad uno degli ultimi lavoro del fotografo Stefano Nicolini, un autodidatta della fotografia che dagli inizi della propria carriera firma anche i testi che accompagnano i suoi fotoreportages.
L'esposizione che mi interessa prende il nome di Piscine dove, attraverso l'alternarsi di inedite soluzioni stilistiche, le fotografie in mostra, realizzate durante gli scorsi Campionati del mondo di nuoto Roma 2009, diventano paradigma della società attuale, proponendo differenti visioni della realtà a seconda del punto temporale da cui la si osserva.
In Piscine, spiega l'autore «sono passato dal ritrarre il gesto della natura al ritrarre la natura del gesto», una sorta di action painting che prende vita con il mezzo fotografico anziché con quello pittorico. "Si può leggere l'opera di Nicolini" dice la curatrice Laura Cherubini "come una possibile declinazione visiva delle Lezioni americane calviniane: Rapidità, Esattezza, Visibilità, Leggerezza, Molteplicità... Le sue figure di Nuotatori, stilizzate e quasi smaterializzate, e poi le linee precise delle corsie, moltiplicate all'infinito, evocano geometrie postumane e anaffettive del nuovo millennio. Dove l'acqua, elemento cosmico dei presocratici, origine taoista della realtà stessa, appare compressa dentro spazi artificiali e ordinati.
I Nuotatori così scarnificati sono la metafora di quella parte della società globale per cui la bellezza, vuota di sentimento, è ridotta a pura estetica, modello per schiere crescenti di uomini e donne che la monotonia di un'azione senzaiideali riduce ad automi".
Oltre la categoria dei nuotatori Nicolini si interessa anche ai tuffatori e al nuoto sincronizzato; i rettangoli d'acqua finiscono per ridisegnare un possibile tessuto dell'esperienza, come succede per il protagonista del racconto di John Cheever "Il nuotatore"da cui è stato tratto anche un omonimo film.

martedì 12 gennaio 2010

lo stile fotografico...




Per forza di cose la pubblicità è indissolubilmente legata alla fotografia però, se vogliamo essere osservatori più attenti ci sono dei fotografi che attingono al mondo della pubblicità e collocano i loro lavori nell'ambito dell'arte mentre ci sono pubblicitari che nascono fotografi e riversano nel loro modo di creare comunicazione il loro stile fotografico.
Per capire meglio porto due esempi: Barbara Kruger e Oliviero toscani.
Nella pubblicità dove il visual, che non sempre è di origine fotografica, l'immagine ricopre un ruolo fondamentale...perciò i due mondi sono così stretti. Barbara Kruger però compie un'azione ulteriore attraverso i suoi lavori per mettere questi due mondi in collegamento; prende immagini fotografiche in bianco e nero, le ingrandisce, le manipola e poi le unisce ad un testo provocatorio come si fa in pubblicità con la sola differenza che le inserisce nel circuito museale, li espone cioè nel contesto dell'arte non della comunicazione quotidiana, come sarebbe normale per un'immagine di quel tipo.
L'esatto opposto succede invece nel lavoro di Oliviero Toscani, uno dei pubblicitari più famosi e discussi al mondo, che nelle sue campagne pubblicitarie toglie alla parola il suo ruolo di protagonista incisiva e sbilancia l'equilibrio tutto in favore dell'immagine che da sola può comunicare tutto ciò che vuole, senza bisogno di orpelli e tanto più di parole.
In questi casi il successo delle rispettive operazioni o modo di procedere dei due "artisti" hanno introdotto nei contesti di riferimento un'innovativo linguaggio, che hanno estrapolato del suo ambiente d'origine e ricollocato in un ambiente diverso.

mercoledì 6 gennaio 2010

moda e fotografia...


Sin da quando la fotografia era alle prime armi il settore della moda ha attirato l'attenzione di molti che attraverso il mezzo della fotografia l'hanno documentato, raccontato e a volte anche criticato. Grandi nomi come il barone de Mayer, Steichen e poi Man Ray, in Italia Luxardo o Ghitta Carell hanno per primi avvicinato i due mondi che devono molto l'uno all'atro; se infatti la fotografia ha trovato nel mondo della moda un terreno fertile, all'interno del quale poter osare e sperimentare, per la sua ricchezza di soggetti e di stimoli allo stesso tempo la moda ha trovato nella fotografia il modo privilegiato per farsi conoscere al di fuori delle passerelle.
Oggi molti artisti attingono dall'ambiente della moda forse perché in esso trovano ben rappresentata la condizione dell'uomo odierno o forse perchè sono attirati semplicemente dalla sperimentazione e dalle forme che esso propone.
Uno di questi è Hiroshi Sugimoto che nelle sue fotografie di abiti celebri indossati da modelle d'eccezione: dei menichini: decide di isolare l'abito e presentandolo come protagonista dei suoi scatti. Nello specifico nella sua opera Stylized sculpture fa quasi una rassegna degli abiti che hanno segnato la storia della moda che attualmente si trovano nei maggiori musei di storia del costume o nelle collezioni private degli stilisti o degli appassionati.

martedì 5 gennaio 2010

La fotografia del consumo...







Il duo di artisti tedesco Fishli&Weiss nell'opera Sonne Mond und sterne, attualmente esposta nello spazio di Punta della Dogana a Venezia, usano il linguaggio della fotografia nella pubblicità per far riflettere il loro pubblico. Quest'opera infatti è costituita da lunghi tavoli sui quali sono disposte ordinate sequenze di pagine pubblicitarie. L'accostamento tra le immagini è ricercato in base anche alle dominanti cromatiche che presentano, ma anche in base alla categoria di prodotto che rappresentano o pubblicizzano. Attraverso queste immagini viene fatta una rassegna degli oggetti del desiderio e del consumo della società di oggi a cominciare dagli abiti da sposa che si fanno simbolo dell'unione nel vincolo del matrimonio, per poi passare ai bambini, all'attività sportiva, alle auto fino ad arrivare ai generi alimentari.

lunedì 30 novembre 2009

Fotografia a 360°

Una fotografia che fa proprio il linguaggio del video, lo unisce al suono e parte da un disegno. Un altro pseudonimo del mondo dell'arte, BLU, conosciuto come writers,ma che non si limita alla figura bidimensionale. Nel suo cortometraggio MUTO, realizzato con una serie successiva di fotografie tale da dare il senso del movimento dell'immagine disegnata sul muro, tenta di rendere i suoi disegni bidimensionali un tutt'uno con la realtà in cui prendono vita.
C'è un continuo movimento dei disegni tracciati in giro per la città reso credibile dai suoni che gli vengono associati e dall'interazione che i personaggi sub o sovraumani del cortometraggio hanno con l'ambiente. Uno di essi da figura bidimensionale qual'è riesce persino a dare un calcio ad un tronco appoggiato ad un muro...artista o fotografo che lo si chiami resta il fatto che si esprime rompendo gli schemi, sfondando le dimensioni, rielaborando i luoghi comuni.

buona visione! http://www.youtube.com/watch?v=uuGaqLT-gO4

l'arte di mettere a nudo...




Si chiama Spencer Tunick ed è un artista che documenta le sue parformances attraverso la fotografia o rovesciando le carte in tavola allestisce attraverso performaces il suo set fotografico. Contatta, dirige, coordina grandi numeri di figuranti che si prestano ai suoi scatti. I suoi modelli posano nudi , ma la loro nudità è tutt'altro che ostentata, infatti, il momento scelto per lo scatto è di solito un momento in cui le città che sceglie sono pressochè deserte, in maniera tale da non essere offensivo.
Inoltre una delle chiavi in cui viene letta, dall'artista-fotografo, la nudità delle sue comparse è quella della ripetizione messa in relazione alle architetture scelte: grandi piazze, musei simbolo, strade famose...
Nel peculiare modo di lavorare di questo fotografo si può riscontrare ancora una volta la contaminazione tra gli stili e tra le arti.

martedì 21 luglio 2009

Fotografo o writer?




JR è lo pseudonimo di un artista francese di 25 anni che tappezza le città del mondo con i suoi scatti, predilige le zone malfamate, i posti apparentemente "dimenticati da Dio" ma che letteralmente regalano però i volti migliori dell'Umanità. La maggior parte dei suoi scatti riguardano infatti i volti delle persone che quei luoghi li abitano, che vengono ingranditi, e applicati ai muri della città. Ed è così che la strada diventa luogo d'esposizione per eccellenza dell'arte: autobus, scalinate, tetti, muri, finestre, impreziositi dagli scatti in bianco e nero del fotografo che con la sua azione ai limiti del legale espone le proprie opere pubblicamente.
Propone una fotografia che si ibrida con l'architettura, se non altro per le dimensioni, che si appropria del contesto dell'arte del writing, con cui condivide quella vena di protesta e di rischio.

martedì 20 gennaio 2009

Arte e Architettura


Gabriele Basilico uno dei fotografi più noti del panorama contemporaneo fa dell'architettura il suo soggetto preferito. Probabilmente per la sua formazione da architetto si dimostra fedele all'arte del costruire anche se lavora e si esprime con la fotografia...Credo che i suoi lavori abbiano forza appunto per il soggetto che decidono di indagare; da essi traspare appunto tutto l'interesse per le città e gli edifici che vengono fotografati, tanto che lo scegliere sempre un oggetto architettonico come soggetto non diventa monotono e ripetitivo ma piuttosto un punto di forza della poetica dell'artista.

sabato 17 gennaio 2009

Il vedutismo...

Leggendo il titolo del post vi chiederete immediatamene cosa possa avere a che fare il vedutismo del 1660 con la fotografia dato che Niepce all'epoca non era ancora venuto al mondo.
La risposta è tra le più semplici, e forse anche intuibili: i vedutisti del 1600 per ottenere una riproduzione fedele sulla tela dei paesaggi e dei soggetti si servivano della camaera ottica che altro non è che la celeberrima progenitrice della più moderna macchina fotografica.Detto questo sono io che voglio vedere forzatamente dei collegamenti oppure la contaminazione arte-fotografia ha delle radici che vanno molto indietro nel tempo?

sabato 27 dicembre 2008

" Ciò che la fotografia riproduce all'infinito ha avuto luogo solo una volta: essa ripete all'infinito meccanicamente ciò che non potrà mai ripetersi nell'esistenza. In essa, l'accadimento non trascende mai verso un'altra cosa: essa è il Particolare assoluto, la Contingenza suprema. […] Qualunque cosa essa dia a vedere e quale che sia la sua maniera, una foto è sempre invisibile: ciò che noi vediamo non è lei. […] Infatti, io non vedo altro che il referente, l'oggetto desiderato, il corpo prediletto. " [Cit. Roland Barthes]

Quello che ci cattura di una fotografia il più delle volte è proprio il soggetto che ritrae, la porzione di realtà che si fa carico di "raccontare" ma non si può dimenticare che conta molto anche l'impronta personale che ciascun fotografo lascia in ogni singolo scatto. Molte volte, a parità di soggetto, nelle stesse condizioni di luce, scattando con una stessa macchina due persone non possono produrre due fotografie identiche, probabilmente nemmeno se le sacattasse una stessa persona. Magari i particolari per cui si distinguono non saranno, o forse sì, evidenti agli occhi dei più, ma è innegabile che ogni scatto sarà sempre diverso da ogni altro scatto, come ogni isatante sarà sempre diverso da qualsiasi altro istante.

lunedì 22 dicembre 2008

Iperrealismo...


from Auction House Records.
34th Street, Manhattan, Looking East

Arte e pittura

Finora ho cercato di parlare della fotografia andando a vedere il lavoro di fotografi e di artisti contemporanei che usano la fotogtrafia come mezzo espressivo ma si potrebbe fare anche il contrario: nel movimento pittorico dell'Iperrealismo gli artisti del pennello decisero di "imitare"la fotografia e i suoi linguaggi,adottando nelle loro composizioni tagli footografici particoleri e riproducendo su tela con precisione qualsiasi particolare impadronendosi di quella che era la frerogartiva fotografica: il riprodurre la realtà "oggettivamente".

mercoledì 17 dicembre 2008

la fotografia ieri...

Art Reporter

Una personalità che appartiene al passato, ma che Risulta emblematica se si vuole parlare del contagio tra arte e fotografia, è quella del fotografo Ugo Mulas.
Nel corso della sua carriera ha ritratto all'opera artisti del calibro di Frank Stella, Lichtenstein, Jasper Johns, Rauschemberg, Marcel Duchamp, Andy Warhol, John Cage e altri ancora; ha poi lavorato alla realizzazione di importanti scenografie, come per “Giro di vite” di Benjamin Britten realizzato dal regista Virginio Puecher.
Non si limitò a ritrarre gli artisti al lavoro ma si fece contagiare dal mondo dell'arte dando vita ad una prolifica sperimentazione sull'immagine non dimenticando mai la grammatica della fotografia tradizionale.